<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?>
<!-- generator="rssify_modified_by_set/0.92" -->
<rss version="0.92">
  <channel>
    <title>Nuova pagina 1</title>
    <link>http://lunamara01.splinder.com/</link>
    <description>http://lunamara01.splinder.com&lt;br/&gt;Feed by &lt;a href='http://www.blogitalia.it'&gt;www.BlogItalia.it&lt;/a&gt;</description>
    <webMaster>info@blogitalia.it</webMaster>
    <language>en-us</language>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/22194474/CINZIA+++4</link>
      <description>&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://photobucket.com/images/tristezza&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;ricordi Pictures, Images and Photos&quot; border=&quot;0&quot; style=&quot;float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px&quot; src=&quot;http://i201.photobucket.com/albums/aa309/tsunamji2005/sulla_mia_pelle__by_ilsilenzio.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Ho in sospeso la tua storia, come una vigliacca l&#039;ho girata e rigirata dentro di me, ma tu sai, Cinzia, che devo portarla avanti.
Devo scriverla&amp;nbsp;per poterla leggere e&amp;nbsp;ammettere che non ci sei pi&amp;ugrave; da tanto tempo, che non sei partita come&amp;nbsp;vorrei nei miei&amp;nbsp;sogni ma che sei morta.
Morta di aids, morta da sola nel reparto infettivi di brescia e sepolta nemmeno al tuo paese ma a Sirmione, il perch&amp;egrave; non lo sapr&amp;ograve; mai.
Le nostre strade non correvano pi&amp;ugrave; parallele, ti avevo lasciata perdere, ormai fuori da ogni mio capire tu continuavi la tua vita tra pifferai e incubi dove non c&#039;era pi&amp;ugrave; giorno ne notte. 
Continuavi a essere una ragazza piena di iniziative, ti sentivo ogni tanto alla radio, cercavi di lavorare e io mi stupivo sempre come riuscivi a dare una parvenza di normalit&amp;agrave; alla tua vita.
Incontrarti era solo stare male, troppe le domande senza risposte, ti ricordi Cinzia quella volta in ospedale?
Si iniziava a parlare del male del secolo, sembrava una giusta punizione per persone che fottevano solo se stesse, che vivevano fuori da ogni regola.
Ti ricordi?
Eri venuta per i denti, quasi non ti ho riconosciuta, tu che invece di venirmi incontro ti eri ranicchiata su quella sedia, quasi nascosta e persa dentro&amp;nbsp;al giaccone, tu che mi guardavi con quel tuo sorrisino che non arrivava pi&amp;ugrave; agli occhi.
Ho dovuto nascondere lo stupore e si, la paura, abbracciarti &amp;egrave; stato come stringere un fantasma, non c&#039;eri pi&amp;ugrave;.
Non eri la mia Cinzia, quella che mandava al diavolo tutti e tutto, eri solo&amp;nbsp;uno scheletrino pieno di dolore e di rimpianti.
Parlavi con gli occhi, solo una volta ho sentito la tua voce, &amp;quot;l&#039;ho presa&amp;quot; solo quello mi hai detto. Facile capire, vero?&amp;nbsp;
Una condanna a morte, lo sapevi e lo sapevo, l&#039;abbraccio &amp;egrave; rimasto muto, pi&amp;ugrave; forte, senza pause e senza lacrime, quelle scorrevano a fiumi dentro.
&amp;eacute; stata l&#039;ultima volta che ti ho visto, attraverso amici comuni ho seguito il tuo cammino verso la morte, ho saputo di tutto quel dolore che ti ha accompagnato verso quel traguardo e la cosa che mi fa pi&amp;ugrave; male &amp;egrave; che adesso nessuno si ricorda pi&amp;ugrave; di quei morti.
Nessuno ricorda lo sfacelo di una generazione, la mia, ora non ci sono pi&amp;ugrave; eroinomani, ma milioni di ragazzi che sballano solo il sabato sera, tanti pensano che sia quasi normale farsi solo al sabato di alcol e paste, se ogni tanto scappa il morto i giornali e la tv. ne parlano per 3/4 giorni e tutto ritorna come prima.
Vedi Cinzia, la tua morte non ci ha insegnato niente, perch&amp;egrave; quelli che si sbattono in disco ogni sabato sono i nostri figli, siamo diventati troppi menefreghisti e egoisti, gli abbiamo aperto le porte senza dire loro che di pifferai &amp;egrave; ancora pieno il mondo.
Pifferai sempre alla moda, con specchietti fatti di reality idioti all&#039;insegna del tutto e subito, dell&#039;apparire ma del non pensare, quasi a creare una generazione tutta uguale, amorfa e idiota, pronta a inchinarsi a qualsiasi padrone garantisca loro il divertirsi e un vivere senza problemi.
No, Cinzia, non saresti contenta di questo vivere, di quest&#039;ammasso di&amp;nbsp;giovent&amp;ugrave; senza pi&amp;ugrave; sogni, ma il male maggiore &amp;egrave; che non se ne rendono conto, tutto viene macinato talmente in fretta che nemmeno si accorgono di vivere.
Ciao Cinzia ora posso lasciarti volare via, mi sciolgo dall&#039;abbraccio del ricordo e ti vedo,
buon viaggio.&lt;/p&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/22172072/POST+ALLEGRO++%28finalmente%29</link>
      <description>&amp;nbsp;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://s261.photobucket.com/albums/ii44/savioreadamello/?action=view&amp;amp;current=DSCN0804.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Photobucket&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; style=&quot;width: 270px; height: 241px&quot; src=&quot;http://i261.photobucket.com/albums/ii44/savioreadamello/DSCN0804.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Ho passato una settimana veramente brutta!
Quando cercavo di entrare nel mio blog era una lotta all&#039;ultimo sangue con la mia proverbiale fretta.
Dovete sapere, (naturalmente per chi non mi conosce, che presuntuosa che sono diventata, come se avessi la certezza che a qualcuno importi, sig sig) che sono una che parla velocemente, anzi, mangio le parole nella fretta che mi possono&amp;nbsp;scappare via o che io possa dimenticare del loro significato e dire.
Dunque, entravo nella &amp;quot;mia casa&amp;quot; e vedevo, anzi, non vedevo niente!
Entravo e era come se fosse scoppiata una guerra, dal caos che c&#039;era direi una guerra mondiale!
Inizialmente pensavo che fosse colpa di Splinder, poi con il passare dei giorni e dalle risposte che la redazione mi mandava ho capito che la cosa era mooolto pi&amp;ugrave; seria.
Cosa dovevo fare?
Io che di computer non ci capisce niente?
Mi sono appellata al mio Dario, lui si che &amp;egrave; bravo, da quando ha avuto l&#039;infarto e non pu&amp;ograve; (si fa per dire ) fare sport pesanti si &amp;egrave; buttato sui computer, sono il suo hobby, li &amp;quot;fa nascere&amp;quot;, naturalmente non senza borbottare e farmi pesare la cosa.
Ma Dario mi ama e sa quanto io ci tenga al mio blog, e poi lo so che di nascosto lo va a leggere, insomma ci ha messo un p&amp;ograve; ma ha risolto il problema,
difficilissimo solo a scriverlo e non lo scriver&amp;ograve;!!
Qualcosa che riguarda open dns!!!!!!!!!!!
Per me &amp;egrave; tutto arabo.
Ma sono veramente felice e cos&amp;igrave; domani mattina posso riprendere le mie vecchie abitudini e salutare Struzzino, perch&amp;egrave; ormai sono due anni che inizio cos&amp;igrave; la giornata dopo la mia solita camminata di un&#039;ora torno a casa e dopo una doccia veloce c&#039;&amp;egrave; l&#039;appuntamento con le sue pazze storielle, mi mancavano.
Ma la cosa che pi&amp;ugrave; mi ha colpito &amp;egrave; che ho capito che ci tengo, e molto, mi mancava il fatto di non poter entrare a trovare persone amiche, amiche vere, perch&amp;egrave; io so (che presuntuosa) dare alle letture che leggo un viso, un sorriso e a volte una voce,
insomma mi siete mancati.
Mai pi&amp;ugrave; spero di passare una settimana cos&amp;igrave;, perch&amp;egrave; se chiudo voglio deciderlo IO!!!!!!!!!!!!!!&lt;/p&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/22102858/L%27ESKIMO</link>
      <description>





In una casa gli armadi non bastono mai, questo pensava Mara mentre quasi con rabbia cercava di trovare uno spazio per la giacca che si era regalata con i saldi.
Facendo passare gli abiti si trov&amp;ograve; tra le mani il suo eskimo, lo prese e l&#039;adagi&amp;ograve; sul letto.
Che ci faceva nel suo armadio?
Ricordava la battaglia di sua figlia per averlo, un eskimo originale anni 70, chi ne aveva uno cos&amp;igrave;? 
Lo guard&amp;ograve; come si guarda un amico, guardava il suo passato, la sua adolescenza e si trov&amp;ograve; il sapore delle lacrime in gola.
Lacrime stemprate in uno scroscio di risa pensando alle situazioni buffe, era proprio con quell&#039;esckimo che era andata a Desenzano a fare casino al comizio di Almirante. Erano in tanti a urlare e fischiare, in prima fila sempre, contro la &amp;quot;pula&amp;quot; che li tenevano a stento, ragazzi come loro, stessa et&amp;agrave; e magari stessi sogni.
C&#039;era anche il mitico Fabio, mingherlino tutto occhi e capelli, naturalmente il pi&amp;ugrave; agitato, forse fu proprio la sua esile figura a invogliare due celerini a prenderlo.
La risata di Mara esplose nella camera da letto riportando la scena al presente, Fabio che scalciava all&#039;aria mentre i due delle forze dell&#039;ordine lo tenevano saldamente per le braccia.
Fabio che gridava come un guerriero ferito a morte : &amp;quot; Gnari, tutti con meeeeee&amp;quot;, naturalmente non lo avevano abbandonato, tutti fuori dalla caserma a picchiettare fino alla sua &amp;quot;liberazione&amp;quot;!
Accarezzava piano quel tessuto verde sentendo ancora le risate e le lacrime dei suoi amici.
Sandra quella che ha 18 anni&amp;nbsp;era partita per l&#039;Inghilterra, Mauro perso dietro a sogni di comuni e amore, Mario quello fanatico per le erbe e le tisane, Dante sempre con la sua chitarra, troppi da vedere e sentire, un caleidoscopio di volti e voci, quanta vita vissuta e persa. 
Quanti sogni e canzoni e poesie scritte in serate fatte di tutto e di nulla, solo del vivere aspettando il loro tempo e non sapendo che il tempo era gi&amp;agrave; loro.
Con la faccia affondata nella lana Mara respira piano, lacrime scendono nel pensare a chi &amp;egrave; &amp;quot;andato avanti&amp;quot;, Dio quanti sono, si sente stanca e vuota.
Con tenerezza piega l&#039;eskimo,&amp;nbsp;lo porta nella camera della figlia lo accarezza e lo saluta, non ha pi&amp;ugrave; bisogno di lui, sua figlia si, ne ha bisogno per sognare e per credere in se stessa.
A lei non serve pi&amp;ugrave; &amp;egrave; cresciuta...
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/22038534/LETTERA+PER+UN+AMICO</link>
      <description>&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://photobucket.com/images/tristezza&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;La Tristezza Pictures, Images and Photos&quot; border=&quot;0&quot; style=&quot;width: 524px; height: 532px&quot; src=&quot;http://i977.photobucket.com/albums/ae251/Blood_Varney/tristeza.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Lo so che sarebbe pi&amp;ugrave; facile prendere il telefono e chiamarti, ma so anche che per telefono non riuscirei a dirti parole lievi.
Scriverti mi &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile, le parole fluiscono dal cuore senza ostacoli e mi sento sicura di questa tastiera a barricata sul vivere di questi giorni idioti.
Ti ho immaginato chiuso in quella stanza che sembra un utero, calda e piena delle cose che pi&amp;ugrave; ami, sdraiato e avvolto&amp;nbsp;di musica ma che stranamente non&amp;nbsp;ti arriva al&amp;nbsp;cuore.
Gli&amp;nbsp;occhi vuoti e inchiodati al soffitto a&amp;nbsp;cercare vibrazioni create&amp;nbsp;dalla tua energia per avere ancora voglia di &amp;quot;sentire&amp;quot;.
Devo&amp;nbsp;dirti&amp;nbsp;che conoscerti &amp;egrave; stato bellissimo, ma questo lo sapevo, sai?
Quando ho proposto a Dario di venire&amp;nbsp;da te ero sicura che sarebbe stato andare a &amp;quot;casa&amp;quot;.
Vederti e abbracciarti,&amp;nbsp;incontrare i tuoi occhi e&amp;nbsp;capire che siamo uguali &amp;egrave;&amp;nbsp;stata un&#039;emozione forte, e lo stesso &amp;egrave; stato per Dario, l&#039;energia che emani&amp;nbsp;&amp;egrave; luce e ci ha fatto bene.
Vorrei dirti che sono periodi negativi che poi passano, ma ora non ne&amp;nbsp;sono capace, tu sai il perch&amp;egrave;, per&amp;ograve; sono sicura che ne usciremo e alla grande.
Abbiamo troppe cose che ci fanno bene e persone che ci amano,&amp;nbsp;che ci conoscono e che sanno abbracciarci e&amp;nbsp;anche piangere con noi e per noi.
Certo, ora &amp;egrave; la tristezza che&amp;nbsp;regna, ma averne la consapevolezza &amp;egrave; un passo avanti, &amp;nbsp;magari domani riuscir&amp;ograve; a&amp;nbsp;chiamarti, cercher&amp;ograve; di essere positiva, oggi non lo sono stata.
Oggi ho lasciato che gli argini crollassero e non ne sono orgogliosa, Dario ha dovuto raccogliere i cocci&amp;nbsp;ma ora sto meglio, forse lasciarsi andare fa bene, ci fa conoscere i&amp;nbsp;nostri limiti e ci fa&amp;nbsp;capire quanto siamo si,&amp;nbsp;fragili, ma&amp;nbsp;anche quante possibilit&amp;agrave; abbiamo&amp;nbsp;nel rialzarci perch&amp;egrave;&amp;nbsp;c&#039;&amp;egrave; chi ci ama e crede in noi.
Un abbraccio di cuore e&amp;nbsp;grazie.

&amp;nbsp;

    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/22002736/PROPONIMENTI</link>
      <description>&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://s261.photobucket.com/albums/ii44/savioreadamello/?action=view&amp;amp;current=tristezza.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Photobucket&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://i261.photobucket.com/albums/ii44/savioreadamello/tristezza.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;Ecco, finite tutte le feste, finalmente!
Sono appena tornata dalla mia Tana e mi sento meglio, passato 4 giorni a poltrire e a leggere, una goduria.
Domani si ricomincia con la solita vita, si ha un anno in pi&amp;ugrave;, ma non &amp;egrave; che me ne importi molto.
Non sono una a cui piace fare programmi ma ora sento che devo.
Mi trovo estranea a me stessa e la cosa non mi va, va beh, &amp;egrave; un periodo brutto, ma neanche stare ad aspettare che le cose cambino va bene, non &amp;egrave; da me,&amp;nbsp; dunque devo mettere in atto delle scadenze.
Qualcosa&amp;nbsp;che io&amp;nbsp;non possa cancellare con questa mia non voglia di fare.
Uffa, ora come ora vorrei solo dormire e basta!
Va beh, cercher&amp;ograve; di &amp;quot;attivarmi&amp;quot;, il periodo &amp;egrave; quello giusto, i giorni iniziano ad allungarsi e io sento gi&amp;agrave; la primavera, devo solo immaginare il sole.
Ho gi&amp;agrave; un impegno, verso fine mese Sissi diventer&amp;agrave; mamma, cos&amp;igrave; avr&amp;ograve; dei piccoli gattini a cui pensare e sfamare se saranno tanti, la cosa mi fa sorridere e mi fa stare bene.
Poi ci saranno tante giornate da inventare giorno per giorno, cercando di lasciare fuori questa depressione che mi lascia senza entusiasmo, apatica&amp;nbsp; e chiusa nell&#039;angolo dei perch&amp;egrave;.
Ma sono brava a fingere che vada tutto bene, so ridere a comando e parlare velocemente, solo che la sera alle 9 vado a letto e trovo fantasmi che ridono di me.
Fantasmi che vorrei scacciare, invece li ascolto, una cantilena di se e ma, una nenia di rimpianti e di porte sbattute.
Devo solo ascoltare Dario, lasciare che il suo amore mi avvolga come sempre e smettere di lottare.
Non si pu&amp;ograve; vivere la vita degli altri, si deve lasciare spazio a scelte altrui, anche se non si capiscono,&amp;nbsp; o anche perch&amp;egrave; si capisce tutto e &amp;egrave; per questo che fanno pi&amp;ugrave; male.
Non posso pensare di appianare la strada alle persone che amo, non &amp;egrave; giusto verso me e Dario, anche perch&amp;egrave; ho visto che diventa una cosa normale e&amp;nbsp;dovuta.
Ben arrivato anno nuovo, cercher&amp;ograve; di cambiare, voglio imparare a pensare in positivo, basta sogni brutti, e basta sensi di colpa, tanto non servono, voglio riempire il mio cappello di serenit&amp;agrave; e di pazienza.
Essere pi&amp;ugrave; indulgente verso gli altri ma sopratutto verso me stessa!
Auguri&amp;nbsp; e che il mio mantra verso me stessa sia ....
TI AMO...
SCUSA...
MI SPIACE...
GRAZIE...
TI AMO..
MI DISPIACE..
TI AMO...

&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/21946909/UNA++CANDELA</link>
      <description>&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://photobucket.com/images/fantasy&quot;&gt;&lt;img height=&quot;315&quot; alt=&quot;Fantasy Pictures, Images and Photos&quot; width=&quot;309&quot; align=&quot;cssRight&quot; border=&quot;0&quot; style=&quot;float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px&quot; src=&quot;http://i639.photobucket.com/albums/uu114/loveej/Fantasy/FantasyDark1.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Non &amp;egrave; vero che il tempo guarisce, che il dolore&amp;nbsp; sbiadisce, non &amp;egrave; vero.
Sar&amp;agrave; che &amp;egrave; un periodo particolarmente brutto, sar&amp;agrave; che mi sento molto fragile e stanca. Stamattina mi sono svegliata con l&#039;urgenza di trovarti una candela, una bella candela piena di fiori che sciogliendosi lascier&amp;agrave; profumata la casa.
Un profumo che mi far&amp;agrave; male, anche il chiarore della piccola fiamma mi brucer&amp;agrave; dentro, l&amp;igrave; dove c&#039;&amp;egrave; quel vuoto, quel dolore mai assopito e quel rimorso di non averti mai capito.
Mai ho cercato di capire il tuo vivere, da figlia pretendevo che fossi tu quella a spiegarmi del perch&amp;egrave; mi sentivo una figlia di cucolo.
Toppo diversa dal resto della famiglia, pretendevo di pi&amp;ugrave;, non mi bastava di avere solo cibo, io volevo molto di pi&amp;ugrave;.
Volevo amore e abbracci, baci e carezze, ma tu non avevi mai tempo o voglia, o forse non conoscevi queste frivolezze, con 5 figli tirare il pranzo con la cena era un&#039;impresa non da poco.
Cos&amp;igrave; sono cresciuta in fretta e in silenzio, l&#039;unico pane che riusciva a&amp;nbsp;colmare&amp;nbsp;quella fame d&#039;amore erano i libri, leggevo di tutto per poi confessare al prete le mie brutte letture ma mai pentendomi.
Li cercavo ovunque i libri, e sono ancora cos&amp;igrave;, se entro in&amp;nbsp;qualsiasi casa&amp;nbsp;il mio sguardo vaga e inesorabilmente se ci sono libri si ferma&amp;nbsp;quasi fossero amici da salutare.
Ricordo Guerra e Pace letto a 8 anni, ma ricordo anche dove l&#039;ho trovato e il mio senso di colpa per averlo &amp;quot;rubato&amp;quot;, si trovava&amp;nbsp;buttato dentro a una cesta piena di ceppi in una baita usata da tutti e doveva servire per accendere il&amp;nbsp;fuoco.
Cos&amp;igrave; mi creavo una mia via di fuga ma perdevo la voglia di&amp;nbsp;integrarmi nel vostro vivere, mi bastava fuggire in&amp;nbsp;mondi diversi dove io&amp;nbsp;potevo ritrovarmi.
Non so&amp;nbsp;se ho sbagliato, sicuramente si, ma tu non hai mai fatto niente per richiamarmi indietro,&amp;nbsp;mi hai lasciato andare via.
Me ne sono andata presto da casa e mi sono sempre sentita la figlia sbagliata, ma ora capisco, da mamma capisco tante cose.
Sono passati 7 anni e ricordo il tuo unico &amp;quot;ti voglio bene&amp;quot; in quel letto d&#039;ospedale detto in maniera strana e quasi incomprensibile, ma io l&#039;ho capito mamma, troppo le volte che avrei voluto sentirlo.
Sono sette anni che cerco di dimenticare quello che non&amp;nbsp;c&#039;&amp;egrave; mai stato, ma quanta nostalgia anche solo di una polenta e di un &amp;quot;mangia,&amp;nbsp;dai&amp;quot;.
In fondo era amore anche quello, solo che io non lo sapevo, ora lo so mamma, ora lo so e la cosa mi fa piangere e mi fa sentire meno del solito&amp;nbsp;la figlia sbagliata che ero.
La candela brilla e la fiamma &amp;egrave; moltiplicata dalle mie lacrime, mi manchi mamma, mi manchi in questi giorni bui se puoi cerca di abbracciarmi ora e di tenermi stretta stretta, non lasciarmi piangere da sola....&amp;nbsp;


    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/21904181/UNA+BIMBA</link>
      <description>&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://photobucket.com/images/neve&quot;&gt;&lt;img height=&quot;391&quot; alt=&quot;neve Pictures, Images and Photos&quot; width=&quot;518&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://i679.photobucket.com/albums/vv155/Gioia_pulcettina/nevee.gif&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Stamattina, mentre camminavo nel buio, affondando in un manto soffice di neve pensavo.
Tutto era bianco, anche la nuvola di vapore che usciva dalla mia bocca, un mondo irreale cristallizzato nel passato.
Con il pensiero&amp;nbsp;ho&amp;nbsp;aperto il laccio che chiude il sacco dei ricordi e ho rovistato cercando certezze e serenit&amp;agrave;.
Alla rifusa toccavo giorni o anni, non so, ma sempre riconoscendoli e per tutti c&#039;era un sorriso, una smorfia di dolore e&amp;nbsp;nel freddo pungente anche lacrime&amp;nbsp;gelate nel cuore.
Ma in fondo, gi&amp;ugrave;, persa in quel mare di vita ho trovato una bambina, quasi una Pigotta che all&#039;epoca nessuno voleva.
Una bimba che ho preso con curiosit&amp;agrave;, l&#039;ho portata alla luce dell&#039;oggi e l&#039;ho guardata con occhi spietati, senza darle nessuna giustificazione, solo lei e io, sono noi perch&amp;egrave; siamo sempre la stessa persona.
Una bimba nata per sbaglio che gi&amp;agrave; da subito sapeva di poter contare solo su se stessa, niente abbracci o baci, niente coperte calde o cappotti colorati,
La rivedo quella bimba, vestita di abiti regalati e da scarponi pesanti&amp;nbsp;affinch&amp;egrave; durassero di pi&amp;ugrave;.
Anche d&#039;invero girava con calze corte fatte in casa con lana pungente, le mani al confine del congelamento sempre rosse e gonfie, niente giacca a vento, solo il correre per scaldarsi e l&#039;infilarsi tra i capelli le manine gelate, cos&amp;igrave; riusciva a scaldarle.
La bimba non sapeva che esisteva un altro modo di vivere, non sapeva che si poteva anche non avere freddo, che ci si poteva addormentare al caldo e non andare a letto in una stanza gelata con una bottiglia d&#039;acqua calda.
Litigare per chi la mattina doveva scendere ad accendere l&#039;unica stufa a legna, fare riscaldare la minestra che sarebbe stata la colazione e preparare l&#039;inizio della giornata.
A lei non piaceva svegliarsi, non voleva lasciare il tepore delle coperte, guardava verso i vetri ricoperti di arabeschi di ghiaccio e quella pallida luce che filtrava non le dava gioia, 
si copriva, si seppelliva tra i suoi sogni e aspettava.
Quella bimba nel mio sacco dei ricordi sta ancora sognando, forse ha ancora freddo e sta aspettando che il ghiaccio su quei vetri si sciolga in giorni pi&amp;ugrave; sereni.
Piano piano l&#039;accarezzo e la rimetto gi&amp;ugrave;, sperarando di non averle fatto male.
guardo fuori dalla finestra, ha ripreso a nevicare......
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>/post/21697856/TRE+ROSE</link>
      <description>&lt;p&gt;Stamattina sono uscita pi&amp;ugrave; tardi a camminare, ho aspettato che il buio fosse meno cupo.
Una mattina fatta di nebbia e umidit&amp;agrave;.
Ho lasciato a casa Kora capendo dal suo fingere di dormire la non voglia di accompagnarmi.
Mi sono avviata con la musica nelle orecchie&amp;nbsp; lungo il solito percorso che porta al parco.
Mentre camminavo&amp;nbsp;sulla&amp;nbsp; pista ciclabile&amp;nbsp;ho&amp;nbsp;potuto costatare le varie postazioni&amp;nbsp; delle&amp;nbsp;&amp;quot;venditrici d&#039;amore&amp;quot;.
&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://photobucket.com/images/rose%20fantasy&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;roses Pictures, Images and Photos&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://i857.photobucket.com/albums/ab132/ILuvAM/Fantasy/GothicPrincesse20detail2.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Ogni 50 metri uno schifo, sacchetti del macdonald con fuoriuscite di patatine e vari incartamenti compresi i bicchieroni di carta delle bibite.
Bottiglie di vino e birra rotte, con&amp;nbsp;i cocci sparsi a formare una catena tra una postazione e l&#039;altra, profilattici come&amp;nbsp; palloncini sgonfi&amp;nbsp;sparsi sulle siepi che costeggiano la strada, una desolazione unica.
Segni di una realt&amp;agrave;&amp;nbsp;&amp;nbsp;che non conosco ma che&amp;nbsp;capisco che deve essere molto vasta.
Basta guardare, ormai&amp;nbsp; siamo talmente abituati a vederle che&amp;nbsp;sono diventate&amp;nbsp;invisibili,&amp;nbsp;un esercito di esseri umani, donne di ogni et&amp;agrave; e ogni colore, tutte con una sola merce da vendere, loro stesse.
Ecco cosa pensavo arrivando al parco stamattina, a loro, chiss&amp;agrave; se sono costrette o no, chiss&amp;agrave; che sogni fanno, se hanno ancora dei sogni.
Il parco era immerso nel silenzio, le foglie sotto le mie scarpe erano mute, bagnate con i mille colori dell&#039;autunno emanavano una solitudine che mi ha fatto male.
Guardavo le piante&amp;nbsp; semispoglie, i rami trasudavano gocce di tristezza e mi sono sentita sola, la musica non aveva senso, cos&amp;igrave; ho spento la radio e mi sono immersa in quel silenzio fatto di pensieri confusi e di passi sempre pi&amp;ugrave; veloci, i miei.
Allungando lo sguardo&amp;nbsp;ho notato buttate sull&#039;erba delle macchie rosso sangue,&amp;nbsp;mi sono&amp;nbsp;avvicinata e ho visto&amp;nbsp;tre rose!
Rose rosse, perfette,&amp;nbsp;buttate come&amp;nbsp;omaggio non gradito. Non amo i fiori recisi, sanno di morte, ma stamattina ho raccolto quelle tre rose rifiutate e ora sono in un vasetto accanto a me. Il sole sta bucando la&amp;nbsp;nebbia, piano piano vincer&amp;agrave; questa battaglia e&amp;nbsp;torner&amp;agrave; a splendere, so che sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; anche per me.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
    </description>
    </item>
  </channel>
</rss>


