<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1" ?>
<!-- generator="rssify_modified_by_set/0.92" -->
<rss version="0.92">
  <channel>
    <title>In soffitta</title>
    <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
    <description>http://insoffitta.splinder.com&lt;br/&gt;Feed by &lt;a href='http://www.blogitalia.it'&gt;www.BlogItalia.it&lt;/a&gt;</description>
    <webMaster>info@blogitalia.it</webMaster>
    <language>en-us</language>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>S&amp;igrave;, questo sar&amp;agrave; un post maschilista. Per cui, se sentite di non farcela, passate oltre.

Detto questo, possiamo partire. Ovviamente dal principio.

Mille milioni di anni fa, quando ero un ragazzino, vidi in televisione qualcosa che mi colp&amp;igrave;. Non ricordo il programma, ma si presentava il caso della pubblicit&amp;agrave; di un detersivo per la casa che andava in onda in quel periodo. Nello spot c&#039;era una donna che puliva la casa con destrezza ed efficienza, e seduto sul divano suo marito, che con un occhio leggeva il giornale e con l&#039;altro sorrideva soddisfatto per l&#039;incomparabile pulizia. Lei era felice di ci&amp;ograve; perch&amp;eacute; lo amava e quindi il prodotto aveva la sua utilit&amp;agrave; aggiunta.
Ora, dov&#039;era il caso? La stranezza stava nel fatto, si spieg&amp;ograve; subito, che in Olanda c&#039;era la stessa pubblicit&amp;agrave; dello stesso detersivo, con una piccola differenza. Mostrarono lo spot olandese: in questo caso a stare sul divano era la donna, e, a pulire con grande impegno e dedizione, il sorridente e biondastro marito. 

Risate del conduttore, risate in studio. Che gente strana questi olandesi, pens&amp;ograve; tutta l&#039;Italia. Gran finocchi, comment&amp;ograve; qualcuno a casa. Saprei io come sistemare quell&#039;olandesina l&amp;igrave;, gridarono i pi&amp;ugrave; virili al bar.

Questo perch&amp;eacute; un simile progressismo, e parliamo degli anni &#039;80, era nel nostro paese semplicemente inconcepibile. Una sfida al senso comune, alla cultura millenaria, forse perfino alla religione dominante. Un po&#039; come se in uno spot si fosse mostrato qualcuno che riempiva i piatti di vino e i bicchieri di spaghetti al pomodoro. Ma ma ma che che che c&#039;azzecca, avrebbe detto un rozzo poliziotto molisano, al quale la moglie avrebbe risposto: &amp;quot;Tonino alza i piedi per favore, devo passare lo straccio&amp;quot;.

Poi gli anni passarono. Il poliziotto divenne commissario, giudice, capo di partito. Quello che aveva la televisione divenne presidente e fu colpito in faccia da un souvenir del Duomo di Milano, a detta di alcuni per colpa dell&#039;ex poliziotto, a detta di altri per colpa sua.

Fatto sta che, insieme al poliziotto e all&#039;uomo che aveva la televisione, cambiarono i costumi degli italiani. Costretti dai nuovi modelli degli anni &#039;90, i maschi cominciarono a dare una mano, o a far finta di farlo, o&amp;nbsp; nascondere con vergogna che in casa non facevano un cazzo tranne sporcare. Dall&#039;altro lato, le donne smisero di sentirsi obbligate a dare lo straccio, e tentarono in tutti i modi di farlo dare a qualcun altro. Qualcuna riusc&amp;igrave; a farlo dare a qualche extracomunitaria. Qualcun&#039;altra, approfittando dello stato di single (anche le zitelle erano scomparse, nel frattempo), prese a vivere nella polvere. Le altre continuano a farlo bestemmiando il genere maschile.

In questo caos moderno, in cui volano souvenir e tutti dicono che a Natale bisogna essere pi&amp;ugrave; buoni e dialogare ma nessuno ci crede, e in cui non si sa chi deve dare lo straccio e soprattutto perch&amp;eacute; gli tocca, in questo casino questa sera, aspettando il tg,&amp;nbsp; ho visto una pubblicit&amp;agrave;.

Lo spot di una caffettiera elettrica.

Che comincia con una roba tipo: &amp;quot;Ma quant&#039;&amp;egrave; bello svegliarsi con l&#039;odore del caff&amp;egrave;?&amp;quot;.

Ora, l&#039;odore &amp;egrave; una cosa, il caff&amp;egrave; un&#039;altra. Per cui c&#039;&amp;egrave; un improbabile modello sorridente che si sveglia, s&#039;alza, ammira la caffettiera che fa tutto da sola (e sa che ora deve farlo e sa quando spegnersi), e si versa il caff&amp;egrave; appena uscito. Una roba che se ci riesce un modello, son capaci veramente tutti. In questo per me stava il messaggio: anche un cretino capisce che &amp;egrave; una cosa comoda. 

Fin qui tutto bene. Ma c&#039;era un ma.

Lo spot continua cos&amp;igrave;: &amp;quot;E per chi si sveglia pi&amp;ugrave; tardi?&amp;quot;

La risposta istintiva: s&#039;attacca al cazzo. O se lo beve freddo, oppure s&#039;alza, pulisce la caffettiera, la ricarica e aspetta che il caff&amp;egrave; risalga.

Chiaramente non va cos&amp;igrave;.

Perch&amp;eacute; c&#039;&amp;egrave; qualcosa che non ho capito (tipo che &#039;sta caffettiera riscalda il caff&amp;egrave; da sola, qualcosa del genere), ma soprattutto perch&amp;eacute; il modello prende e porta il caff&amp;egrave; a letto a una donna. Cos&amp;igrave; come facevano probabilmente gli olandesi negli anni &#039;80 con una broda immonda e puzzolente, possono farlo oggi gli italiani con un caff&amp;egrave; decente. 

Non confondiamo: non &amp;egrave; questo che mi ha stupito. Spot del genere si vedono da anni. La collaborazione tra i sessi &amp;egrave; una cosa cui ormai sono abituato. Vivo nel mio tempo, a volte lo faccio anch&#039;io.

Per&amp;ograve; mi aspettavo, nello spot, qualcosa che non c&#039;era. Sentivo un&#039;assenza.

L&#039;assenza del fiore.

Perch&amp;eacute; fino a oggi, per me, la &amp;quot;rappresentazione audiovisiva&amp;quot; di uno che porta il caff&amp;egrave; a letto alla partner era la rappresentazione, comunque sia, di una galanteria, o quantomeno di una carineria. Ti amo, ti porto il caff&amp;egrave; a letto, e per far capire all&#039;universo mondo che &amp;egrave; un gesto carino, lo completo semioticamente con un fiore. Se il fiore &amp;egrave; una rosa rossa significa che abbiamo scopato da dio, se &amp;egrave; un fiore di campo &amp;egrave; stata una cosa normale.

Niente fiore.

Il modello dello spot a letto porta il caff&amp;egrave; e basta. Siccome si alza prima tutte le mattine, c&#039;&amp;egrave; da pensare che lo faccia tutte le mattine. Quindi niente carineria, ma normale gesto quotidiano.

E anche questo, alla fin fine, lo stavo accettando. E&#039; normale, si fa, come ho detto a volte (se mi sveglio prima, ma &amp;egrave; raro) lo faccio anch&#039;io. 

Per cui ora basta, chi se ne importa della caffettiera, facciamo cominciare il tg.

Invece no.

Perch&amp;eacute; adesso finalmente lo spot ci mostra la protagonista. Che non &amp;egrave; la caffettiera, e neanche il modello scemo.

In un&#039;inquadratura emblematica la donna attraversa decisa e lucida il corridoio.

Cosa c&#039;entra, direte voi. E infatti l&#039;ho detto anch&#039;io.

Come pu&amp;ograve; questa qui, che dormiva e non ha fatto niente, fare ora la figa e diventare la protagonista? Cosa c&#039;entra lei con la caffettiera se neanche l&#039;ha vista? Il caff&amp;egrave; l&#039;ha fatto la caffettiera elettrica, a portarlo &amp;egrave; stato lui, tu non sei neanche un volto conosciuto, cosa vuoi ora? Perch&amp;eacute; stai guardando la scena con aria soddisfatta? Perch&amp;eacute; la campagna pubblicitaria &amp;egrave; mirata su di te?

Ma dico: va bene che il modello sorride come un cretino e ha la personalit&amp;agrave; di un rubinetto, ma almeno fategliela comprare a lui la caffettiera!

Macch&amp;eacute;. La ditta si aspetta che a comprare la caffettiera sia lei, per trarne tutti i vantaggi: vivere con un oggetto sessuale che ti porta il caff&amp;egrave; - caldo - a letto quando ti svegli.

Qui mi sono ribellato.

Perch&amp;eacute; non si fa.

Perch&amp;eacute; il contrario sarebbe offensivo e degradante nei confronti della donna (lei fa il caff&amp;egrave;, lo porta a lui, lui cammina soddisfatto e fiero, lui diventa il destinatario della campagna che invitabilmente si sintetizza: compra &#039;sta cazzo di caffettiera e lei diventer&amp;agrave; la tua schiava). E quindi lo &amp;egrave; anche in questo caso.

Negli anni &#039;80 lo spot olandese era pulito: fai felice la tua donna, compra il detersivo e pulisci casa. Potevano fare lo stesso: compra la caffettiera, falla felice col caff&amp;egrave; a letto.

No. Qui &amp;egrave;: procurati la caffettiera, ti sar&amp;agrave; utile per farti servire, tu donna vincente che non vive questa cosa con ironia, con un ammiccamento, con palesata malizia, ma come scontata normalit&amp;agrave;.

Stanchezza, e conclusione sui titoli del tg: quello della caffettiera elettrica &amp;egrave; uno spot vigliacco, intimamente provocatorio, che persegue la prevaricazione dei coglioni e una sorta di &amp;quot;dittatura morbida&amp;quot; del pi&amp;ugrave; furbo. 

Per cui ho deciso che non comprer&amp;ograve; quella caffettiera. Troppe sensazioni negative. E poi l&#039;ho guardata bene: &amp;egrave; pesante e piena di spigoli. 

Non sia mai che finisca in faccia a qualcuno.

E dopo a chi dai la colpa? Al modello scemo?

A giocare sporco chi ci rimette &amp;egrave; il gioco. Lo sappiano quelli della caffettiera, l&#039;ex poliziotto, e anche il presidente: per il caff&amp;egrave; a letto non siamo disposti a dare niente.
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/post/21689367/Influenza+alla+vaccinara</link>
      <description>Non pensavo sarei tornato a parlare d&#039;influenza A/H1N1, visto che a casa mia c&#039;&amp;egrave; stata (&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://insoffitta.splinder.com/post/21689367/Influenza+alla+vaccinara&quot;&gt;leggi&lt;/a&gt;) ed &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; blanda di quella normale.

Tornare sull&#039;argomento per dire &amp;quot;avevo ragione, il picco &amp;egrave; superato, lo dicevo che a Natale non se ne sarebbe parlato pi&amp;ugrave;&amp;quot;, mi sembrava di cattivo gusto. Per me, come per i media, come per tutti (credevo) l&#039;influenza suina era acqua passata.

Mi sbagliavo.

L&#039;ho scoperto stamattina, quando ho visto che mia moglie stava telefonando a tutte le farmacie della citt&amp;agrave; per trovare il vaccino della stagionale, quello classico.

&amp;quot;Siamo arrivati tardi, non ce l&#039;ha pi&amp;ugrave; nessuno&amp;quot;, mi ha detto.

&amp;quot;Ma che tardi, ancora mancano settimane al primo caso, e poi io l&#039;ho fatto sempre in questo periodo. Come mai li hanno finiti?&amp;quot;

&amp;quot;Eh, mi dicono che per paura dell&#039;influenza A, non essendoci ancora il vaccino, c&#039;&amp;egrave; stata una corsa al vaccino stagionale e ora non si trova pi&amp;ugrave;.&amp;quot;

&amp;quot;La massa fa cose strane. Vabb&amp;egrave;, chi se ne frega, ci prenderemo l&#039;influenza, l&#039;ho presa per trent&#039;anni, posso continuare a prenderla.&amp;quot; 

&amp;quot;No, adesso lo trovo.&amp;quot;

&amp;quot;Non lo voglio pi&amp;ugrave;, voglio l&#039;influenza stagionale&amp;quot;.

&amp;quot;Fai come ti pare, io non ti porto il pranzo a letto. Ah, a proposito, hanno cominciato a vaccinare i sani.&amp;quot;

&amp;quot;?&amp;quot;

&amp;quot;E&#039; partita la vaccinazione dei sani, alla Asl oggi c&#039;era la fila di bambini.&amp;quot;

&amp;quot;?&amp;quot;

&amp;quot;Dice il medico che sarebbe bene che come genitori andassimo a fare la fila anche noi...&amp;quot;

&amp;quot;?&amp;quot;

&amp;quot;Per l&#039;influenza A!&amp;quot;

&amp;quot;???&amp;quot;

&amp;quot;Ma sei scemo? La vaccinazione per l&#039;influenza A, dai 6 ai 27 anni. Ora vaccinano!&amp;quot;

&amp;quot;Be&#039; sono arrivati in ritardo. Qui &amp;egrave; gi&amp;agrave; passata.&amp;quot;

&amp;quot;Ma il medico...&amp;quot;

&amp;quot;Gli avranno mandato una circolare.&amp;quot;

&amp;quot;Ma se ritorna, muta, colpo di coda, nuova ondata, magari potremmo farla in previsione del prossimo anno?&amp;quot;

&amp;quot;Scusa ma.... ti rendi conto di quello che stai dicendo?&amp;quot;

&amp;quot;Ecco, lui adesso &amp;egrave; contro il vaccino!&amp;quot;

&amp;quot;Ma l&#039;influenza &amp;egrave; passata! C&#039;&amp;egrave; stata! Non torna! D&amp;agrave; immunit&amp;agrave;! Scusa, ma secondo te perch&amp;eacute; noi non l&#039;abbiamo presa? Perch&amp;eacute; la mia amata nonnina che tra poco compie novant&#039;anni non l&#039;ha presa? Perch&amp;eacute; sta di l&amp;agrave; a fare casino con l&#039;aspirapolvere invece di essere ricoverata con una crisi respiratoria acuta e un prete vicino?&amp;quot;

&amp;quot;E allora perch&amp;eacute; stanno vaccinando tutti, sentiamo, Sotutto&amp;igrave;o&amp;quot;

Ma &amp;egrave; ovvio, dai: il governo ha acquistato 5 milioni di dosi, e ora non sa che farci, e non ammetter&amp;agrave; mai che, essendo arrivato con mesi di ritardo, ha dovuto comunque sostenere tutte le spese sanitarie dell&#039;influenza A, aggiungendoci in pi&amp;ugrave; qualche decina di milioni di euro per un vaccino che non serve pi&amp;ugrave; a niente.&amp;quot;

&amp;quot;Hai dei dati che provino quello che dici?&amp;quot;

&amp;quot;S&amp;igrave; ce l&#039;ho.&amp;quot;

&amp;quot;Vediamo.&amp;quot;

Ecco qua. I dati Influnet aggiornati, come al solito &amp;quot;in tempo irreale&amp;quot;, cio&amp;egrave; a 11 giorni fa:


&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; alt=&quot;&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; src=&quot;http://img35.imageshack.us/img35/8113/influenza021.jpg&quot; /&gt;

&amp;quot;Ora, con tutta la buona volont&amp;agrave; del mondo, ma quale pu&amp;ograve; essere la spinta a vaccinare un essere umano sano tra i 6 e i 27 anni che per di pi&amp;ugrave; l&#039;abbia gi&amp;agrave; avuta? No, ma siamo seri. E poi guarda, leggo in questo istante la notizia di oggi: &amp;egrave; la pandemia pi&amp;ugrave; lieve della storia.&amp;quot;

&amp;quot;Ma allora che faccio, lascio perdere?&amp;quot;

&amp;quot;Direi di s&amp;igrave;.&amp;quot;

&amp;quot;E per lo stagionale?&amp;quot;

&amp;quot;Lascia perdere tutto. Pensa alla salute, che &amp;egrave; meglio.&amp;quot;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>La chilometrica fila di posteggi a strisce blu &amp;egrave; spezzata da cinque metri di strisce gialle. Proprio davanti a due secchi della spazzatura. E&#039; divieto di sosta.

Freccia.

Mi fermo.

Retromarcia.

Mi accosto ai secchi.

Come rigiro la testa vedo avanti a me un uomo col giubbotto.

Sul giubbotto c&#039;&amp;egrave; scritto &amp;quot;ausiliario della sosta&amp;quot;.

Costui sta multando l&#039;utilitaria posteggiata a venti centimetri dal muso della mia macchina. Sul cruscotto non c&#039;&amp;egrave; il tagliandino del pagamento. I soliti 38 euro di punizione.

Faccio finta di niente e inizio a girare lo sterzo per chiudere la manovra. L&#039;uomo col giubbotto mi fissa. Dalle sue pupille partono sfavilli di severit&amp;agrave;, di astio, di sfida. Alza il tergicristallo dell&#039;utilitaria senza smettere di controllare i miei movimenti, appoggia il fogliettino, lascia il tergicristallo. Fa due passi e si pianta a gambe divaricate nello spazio tra la mia auto e l&#039;utilitaria.

E&#039; un primo piano alla Sergio Leone tra me e lui. Tra la sua autorit&amp;agrave; di uomo col giubbotto e la mia consapevolezza che il suo potere &amp;egrave; limitato alle strisce blu, e allo spazio di manovra per entrare nelle strisce blu.

Le strisce blu, le strisce gialle.

Il mio divieto di sosta &amp;egrave; pi&amp;ugrave; grave, e lo sto compiendo proprio davanti a lui. Ma lui non pu&amp;ograve; multarmi. E se lo fa io scendo, accendo il cellulare e riprendo tutto col commento e l&#039;intervista. Ne seguirebbe una lite senza fine, ma che mi frega. Pur essendo nel torto, ho uno spiraglio di ragione. E a quello spiraglio mi attaccher&amp;ograve; fino in fondo. Che pu&amp;ograve; fare? Chiamare un vigile? Ma se e quando il vigile arrivasse, io sarei gi&amp;agrave; lontano da un pezzo. La mia &amp;egrave; una sosta gialla breve.

Potrei dirglielo: &amp;quot;Mi fermo due minuti di numero&amp;quot;.

Invece no. Voglio sfidarlo.

E&#039; per questo che anch&#039;io da infiniti attimi lo sto fissando, con impudenza.

E&#039; uno stallo messicano.

Potremmo rimanere l&amp;agrave; minuti interi senza che io termini la manovra, ma a quel punto qualcosa lui direbbe, troverebbe la forza di dire almeno: &amp;quot;Ma non vede che &amp;egrave; sosta vietata?&amp;quot;, e questo non lo posso permettere, perch&amp;eacute; io ho bisogno di posteggiare l&amp;igrave; e basta, senza litigare, senza parlare, senza farmi multare.

Cosa posso fare? Il suo corpo non mi fa avanzare, ma il muso dell&#039;auto &amp;egrave; ancora sulla strada.

Finalmente ho l&#039;illuminazione.

Trecento euro ho pagato l&#039;optional, sapendo che un giorno sarebbe tornato utile.

Come un pistolero, sposto lentamente la mano sulla mia sinistra, verso la maniglia dell&#039;auto. I suoi occhi seguono il mio movimento.

Trovo il pulsante. Lo aziono.

L&#039;uomo col giubbotto si chiede cosa stia facendo, ma in un attimo &amp;egrave; tutto palese.

Con un flebile ronzio ambedue gli specchietti retrovisori esterni della mia auto si richiudono.

L&#039;uomo col giubbotto &amp;egrave; stupito, non aveva previsto questa mossa, e leggo sul suo viso che non si aspettava che i miei specchietti avesserp una tale capacit&amp;agrave;.

Adesso spunta il mio arrogante sorriso di soddisfazione, che lo ferisce. Un colpetto di gas e l&#039;auto &amp;egrave; a posto, perfettamente inserita, la portiera destra a non pi&amp;ugrave; di due centimetri dal secchio.

L&#039;uomo col giubbotto si lascia sfuggire una smorfia d&#039;ira impotente, si gira e rapidamente scompare.

Ho vinto io.

Sono nel torto e ho vinto. E&#039; una sensazione tutta italiana, come il primo espresso quando torni dall&#039;estero. E&#039; stata la vittoria del pi&amp;ugrave; arrogante e del pi&amp;ugrave; sfacciato, quello con l&#039;optional da esibire. Senza sentirmi minimamente in colpa, scendo e mi avvio.

D&#039;altronde, se qualcuno pu&amp;ograve; dire che Lukashenko &amp;egrave; un leader eletto dal suo popolo per amore, potr&amp;ograve; ben io lasciare la macchina per cinque minuti in divieto di sosta senza farmi cagare pi&amp;ugrave; di tanto il cazzo? Altrimenti....

Altrimenti ci arrabbiamo.
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Dopo l&#039;annunciato successo editoriale della D&#039;Addario con Gradisca, presidente, da luned&amp;igrave; un nuovo attesissimo arrivo in tutte le librerie... 


&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; src=&quot;http://img339.imageshack.us/img339/483/gradisca.jpg&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Con scarsi risultati calligrafici... anche nella mia lingua.


&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; src=&quot;http://img21.imageshack.us/img21/4772/giapponese010.jpg&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Ormai &amp;egrave; deciso.

Emigrer&amp;ograve; in giappone.

Anzi, in Ni-i-ipp&amp;ograve;n.

Fa-a-anc&amp;ugrave;l.






    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Siccome ce l&#039;ho in casa, ho tentato di saperne di pi&amp;ugrave; sull&#039;influenza A/H1N1, altrimenti detta &amp;quot;suina&amp;quot;.
Queste sono le mie considerazioni. Ovviamente personali e senza alcun valore.

&amp;nbsp;- A meno che uno non si trovi in una categoria &amp;quot;a rischissimo&amp;quot; vaccinarsi non ha senso. Perlomeno non ce l&#039;ha pi&amp;ugrave; ora che siamo alla fine della 46esima settimana del 2009, e l&#039;influenza &amp;egrave; nella sua fase culminante. Sarebbe come fare il vaccino della stagionale a febbraio. 
Bisognava pensarci un mese e mezzo fa, ma un mese e mezzo fa i vaccini non erano disponibili. Dando un&#039;occhiata al grafico dell&#039;incidenza realizzato da Influnet non possono esserci dubbi: il picco &amp;egrave; oggi.



&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; alt=&quot;&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; src=&quot;http://img43.imageshack.us/img43/4046/influenzaa.jpg&quot; /&gt;

Dico oggi perch&amp;eacute; Influnet impiega 4 giorni per rendere noti i dati, quindi al grafico qui sopra (apparso oggi sul sito del ministero della salute; Influnet ci ha messo pi&amp;ugrave; di 24 ore, una volta pubblicate le cifre, ad aggiornare due semplicissimi grafici) va aggiunto un altro bel pezzetto di linea rossa, di cui per&amp;ograve; conosceremo la curva tra una settimana. 
Intanto per&amp;ograve; si vede chiaramente che la determinazione a vaccinare tutti entro gennaio &amp;egrave; come insistere per far aprire l&#039;ombrello quando la pioggia &amp;egrave; ormai terminata.

- Seconda valutazione. Quest&#039;influenza non colpisce &amp;quot;soprattutto&amp;quot; le fasce d&#039;et&amp;agrave; 0-4 e (ancora di pi&amp;ugrave;) 5-14. Piuttosto direi che le colpisce &amp;quot;quasi esclusivamente&amp;quot;. Dall&#039;universale al particolare: io sono stato a contatto con l&#039;H1N1 per 5 giorni e non l&#039;ho presa, cos&amp;igrave; come non l&#039;ha presa mia moglie. Inutile dire che non ho usato mascherine, amuchine, paranoiette di sorta. Anzi.
Dal grafico qui sotto si intuisce a occhio che per un adulto sano vaccinarsi &amp;egrave; completamente inutile se non rischioso (checch&amp;eacute; ne dica Fazio, nessuno sa quanto questo vaccino sia sicuro o meno). Non c&#039;&amp;egrave; da stupirsi che molti medici di base non lo vedano di buon occhio.
Non parliamo poi degli anziani. Il cardinal Bertone poteva anche evitare tutta quella pantomima sulla sua vaccinazione, ridicola e fuori luogo (e magari anche senza squalene, vallo a sapere). 



&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; src=&quot;http://img69.imageshack.us/img69/2258/h1n1u.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;

Considerazioni finali. Su 1.521.000 casi stimati (all&#039;8 novembre, oggi 13 novembre sono almeno mezzo milione in pi&amp;ugrave;) sono decedute 42 persone. Ovviamente sarebbe stato meglio non fosse morto nessuno, specialmente bambini, ma bisogna anche dire che la probabilit&amp;agrave; di morire per l&#039;H1N1 &amp;egrave; statisticamente la stessa di vincere una quaterna al lotto.
Unica eccezione: se vivete in Campania la possibilit&amp;agrave; triplica, ma non credo ci spiegheranno mai il perch&amp;eacute;. Misteri della cabala.
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>&lt;img border=&quot;1&quot; align=&quot;cssCenter&quot; alt=&quot;&quot; style=&quot;margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;&quot; src=&quot;http://img291.imageshack.us/img291/5314/movie1u.jpg&quot; /&gt;
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Vedo nero
    </description>
    </item>
    <item>
      <title> ...</title>
      <link>http://insoffitta.splinder.com/</link>
      <description>Squilla il telefono.

Rispondo.

E&#039; la voce di un maschio, meridionale, scocciato, fomentato e in linea generale poco civilizzato.

&amp;quot;Eh, &amp;egrave; la Telecom!&amp;quot;, mi fa come se mi avesse sorpreso a infilare un dito dentro la sorella.

C&#039;&amp;egrave; qualcosa che non torna. Di solito quelli del call center fanno lo sforzo sovrumano di apparire semi-cortesi, mentre questo si sente proprio che si sta impegnando a fare il duro incazzato.

Per un attimo sta zitto. Capisco che si aspetta una reazione da me, ma io non so cosa possa volere tranne che propormi qualche superofferta del menga. Penso anche, dalla barbarie generale che traspira dal suo tono, che non sia un giovane della Telecom, che ci sia qualcosa di diverso, di oscuro, forse addirittura di minaccioso. Decido di affrontarlo con la sua stessa chiave, e fingere di essere un duro anch&#039;io (tutti sanno che sono il ragazzo pi&amp;ugrave; buono del mondo).

&amp;quot;Eh, dica!&amp;quot;, gli rispondo come a dire: vediamo che tiro fai, sono pronto a parare, cosa credi? Vieni avanti, maledetto Apollo Creed, non li sento neanche i tuoi pugni, spaccami la faccia, stronzo.

Lui ha una lieve incertezza, si percepisce chiaramente che si aspettava una risposta diversa, magari pi&amp;ugrave; articolata, forse di scuse. Alle sue spalle si sente &amp;quot;vai&amp;quot; e capisco che non &amp;egrave; solo e che non sta combattendo la sua battaglia ma quella di altri (comincio a sospettare che sia la battaglia di una cosa chiamata Telecom).

La sua incapacit&amp;agrave; di relazionarsi in maniera formale col prossimo la sento tutta. Riflette su quello che deve dire, non &amp;egrave; sicuro di dirlo bene, controlla ci&amp;ograve; che &amp;egrave; scritto davanti a lui e poi parla. 

&amp;quot;Qui ho una fattura scaduta il tre-di-ci mag-gio!&amp;quot;

Lo dice come una liberazione, sentendosi dalla parte del giusto, tutto compreso nella sua veste, che finalmente comprendo essere quella del SOLLECITATORE.

Qui &amp;egrave; sicuro che io ceda, che mi getti in ginocchio strappandomi i capelli e urlando: &amp;quot;Ho sbagliato, perdonami, ma non avevo soldi, c&#039;&amp;egrave; la crisi, datemi una dilazione, qualcosa, non ho di che mangiare.&amp;quot; Sono tentato di farlo, perch&amp;eacute; mi farebbe godere verificare ancora una volta come abbia ragione io sulla natura umana (sono certo che lui infierirebbe, forte del suo ruolo: &amp;quot;A noi non importa, deve pagare per forza, ha capito? La Telecom va pagata, la Telecom davanti a lei &amp;egrave; Dio, e io finalmente posso abusare crudelmente del mio potere, ah ah ah!&amp;quot;

Invece non cedo.

Sono italiano, cribbio! Sono senza vergogna! Sono un suddito di Sua Maest&amp;agrave; il Papi! Sono orgoglioso di non aver pagato, di avere qualcosa di irregolare da mostrare, di cui vantarmi! 

Ma almeno fossero cose serie, invece no, non conto niente, non sono niente, ho solo dimenticato di pagare una bolletta del telefono. E ho pure i soldi per pagarla! E ho pure intenzione di pagarla! Che schifo, faccio.

Mi metto a ridere, tanto per spiazzarlo del tutto.

&amp;quot;Ehhh, va be&#039;, la pagher&amp;ograve;&amp;quot;, gli dico come se stessi promettendo un giocattolo a un bambino (&amp;quot;mass&amp;igrave;, sei stato bravo, te lo compro, per cos&amp;igrave; poco...&amp;quot;) e continuo a ridere, come se avessi sentito una barzelletta.

Lui ora &amp;egrave; confuso.

Dice solo: &amp;quot;Eh, ma... ma...&amp;quot;

Io godo, perch&amp;eacute; spero che inizi a farmi la predica, o meglio ancora parta con le minacce. Smetto di ridere di colpo, &amp;egrave; un&#039;occasione senza pari per sfogarmi, tanto pi&amp;ugrave; che col tono strafottente ha cominciato lui e quindi mi sento assolutamente nel mio diritto. 

La linea per&amp;ograve; cade sul secondo &amp;quot;ma&amp;quot;, la comunicazione &amp;egrave; interrotta di colpo, verosimilmente da quello che prima aveva detto &amp;quot;vai&amp;quot; e che stava ascoltando come si perde un contratto Telecom per colpa propria. 

Io rimango cos&amp;igrave;, un po&#039; deluso, come un gallo cui rimettono la benda dopo avergli fatto soltanto vedere l&#039;avversario, e viene rimesso in gabbia col sangue eccitato ma senza la possibilit&amp;agrave; di scannarsi.

Cos&amp;igrave; va la vita.

E con la crisi economica, cos&amp;igrave; va la Telecom.

Vado a preparare la cena, statemi bene.
    </description>
    </item>
  </channel>
</rss>


